Su di me
Vuoi conoscere meglio il padrone di casa? Ecco qua tutto (quasi) ciò che serve sapere.
Io sono Marco.
Sono un essere vivente, non sono un padre, sono italiano ma soprattutto Terrestre, e mi piace ironizzare sulle cose, su tutte le cose: vita, morte e tutto quello in cui sbattiamo durante quelle poche primavere che ci è concesso vedere e vivere.
Nel mondo reale sviluppo software, gestisco infrastrutture IT e passo una quantità sorprendente di tempo a convincere computer, server, reti e altri aggeggi infernali a collaborare pacificamente tra loro, ma soprattutto cerco di sopravvivere a decisioni discutibili prese da esseri umani convinti di essere più intelligenti del resto del creato.
Spoiler: non sempre funziona.
Ma una persona non è soltanto il lavoro che fa. Sarebbe un po’ come descrivere un galeone dicendo semplicemente che “galleggia”.
Fuori dal mondo dell’IT ho troppe passioni e troppo poca vita per coltivarle tutte come si deve. Tecnologia, fotografia, auto, moto, libri, viaggi, cibo, capre, gatti, che meritano una categoria a parte, e qualunque argomento abbastanza interessante da trascinarmi in un rabbit hole di ricerche alle due del mattino, mentre i gatti, sì, sempre loro, cercano di portarmi a dormire.
Sono il classico Jack of all trades, master of none, but oftentimes better than a master of one, che è un modo elegante per dire che mi piace imparare continuamente cose nuove invece di rinchiudermi in una sola, minuscola, cabina della nave.
Casa Amadori nasce proprio dal bisogno di avere uno spazio personale, autentico e libero dove poter parlare delle cose che amo senza dover sopravvivere al circo dei social moderni perché, diciamocelo, oggi internet assomiglia sempre più a una taverna affollata dove tutti urlano contemporaneamente, e la maggior parte sono decisamente ubriachi, cercando disperatamente di avere ragione su qualunque argomento possibile.
Qui invece no.
Qui posso scrivere liberamente di ciò che mi piace e ciò che non mi piace, successi e fallimenti, entusiasmi improvvisi e qualsiasi altra cosa mi passi per la testa senza dover trollare gli haters professionisti o chi sente il bisogno di imporsi sugli altri esseri viventi come se fosse il capitano supremo dell’universo. Ecco, se fossimo su un galeone, potrei dire che Casa Amadori è la cabina del capitano, ma qui siamo sull’isola dei pirati, e questa è solo la mia bettola.
E io? Non sono un guru, non vendo formule magiche, non ho “10 segreti per il successo”, non ti spiego il metodo per arricchirti in 3 giorni, non ti propongo mappe del tesoro. E soprattutto non credo di essere superiore a te o a chiunque altro, sono semplicemente uno che ama esplorare cose nuove e raccontarle a modo proprio.
Sono anche democratico, per cui se non sei d’accordo con me e ci tieni proprio a farmelo sapere, puoi farlo dalla pagina dei contatti. Ma, in quanto capitano del galeone fermo in questo porto, ho facoltà di appenderti per il collo, in certi casi specifici anche per i piedi, senza processo, al pennone più alto della nave.
Ci tengo a dirti che questa nave non ha una rotta precisa, potrebbe rimanere in porto a lungo o partire domani per una grande avventura. Nulla è pianificato.
Ed è esattamente questo il bello, perché, citando uno famoso, “dovunque vorremo andare andremo, una nave è questo in realtà. Non è solo una chiglia, uno scafo con un ponte e le vele, sì, la nave è fatta così, ma ciò che una nave è... [...] è libertà.”
PS: ti chiedi perché proprio il tema piratesco? Bene, ti
risponderò. Tutto nasce dall’unica citazione di Steve Jobs che mi
piace:
It’s better to be a pirate than join the Navy
E tu? Hai citazioni che danno un senso alla tua vita? Se così fosse,
buon per te, ma non credere che mi importi sapere quali siano. Arrrr!